... ripercorro le tappe della mia esistenza.
Un momento di profonde riflessioni. Assieme ad una necessità intima di parlare.
Esprimere quei pensieri che mi accompagnano ogni giorno e che alla fine rimangono taciuti.
Troppe cose da fare.
Ed il tempo che non basta mai.
Troppe situazioni da risolvere.
E così tante persone con cui scusarmi.
Sì, chiedere scusa.
Per me.
Per quel carattere di merda che ho.
E che mi porta a creare involontariamente dei conflitti emotivi.
Per quel mio modo di fare che troppo spesso non viene compreso.
E quindi mi porta a dire e pensare che è colpa mia.
Mi sento poco adeguata alle situazioni ed alle persone.
E cerco di cambiare.
Cerco di mutare il mio essere per andare incontro alle esigenze altrui.
Ma alla fine esplodo.
E quei pensieri.. diventano profondi incubi da cui non riesco a venire fuori.
Parto dal presupposto che la perfezione è una chimera.
Ma che possiamo anelare a raggiungerla.
Utopia.
E mi rendo conto di quanto poche siano le persone che davvero mi conoscono.
A cui ho permesso di conoscere aspetti del mio essere che anche io respingo.
Quella debolezza che mi caratterizza.
Quelle lacrime che fanno male.
Quei sorrisi di circostanza.
Quella mia voglia di .. non crescere.
Ed ho 30 anni.
Anzi 31.
Lo so che non conta un cavolo l'età e che conta ciò che si vive e come lo si vive.
Ma a volte capita di sentire addosso il peso di responsabilità che spaventano.
Irretiscono ogni senso.
E portano al silenzio.
Il Mio.
Non credo di essere una persona cattiva.
Alle volte vorrei esserlo.
Vorrei essere in grado di odiare.
Vorrei essere in grado di urlare quando necessario.
Vorrei essere in grado.. di volermi bene.
Semplicemente.
Invece in quello Specchio vedo una sconosciuta.
Una persona che non conosco e che è solo il riflesso di quella che sono.
Sono complicata.
Lo so.
Irrazionale.
Lo so.
Incoerente.
Spaventata.
Necessito di conferme.
Continue.
Una Bambina.
Ed ho il terrore di lasciar scorrere la mia vita.
Ho paura di viverla come dovrei (..vorrei?)
Vivo con una tale intensità ogni singolo momento che alla fine ne esco stremata.
Priva di quella forza necessaria per alzare lo sguardo.
Quella forza che so esistere, ma che è come intrappolata in quella ragnatela di pensieri ed emozioni che io stessa costruisco.
E divento ossessiva.
Gelosa.
Alle volte veramente stronza.
Proprio con le persone a cui voglio bene.
Ed ogni parola viene soppesata.
Con una precisione che mi spaventa.
Ed ho paura.
Paura di legarmi davvero agli altri.
Paura di.. fidarmi.
E mi chiedo dove diavolo è finita quella persona che amava ridere e sorridere.
Che adorava combinare casini.
Che adorava ridere di se stessa.
Senza essere permalosa.
Quella ragazza con i capelli ricci che camminava per strada a testa alta.
Disinvolta.
E così sfrontata a volte.
Mi chiedo dove sia finita quella persona che riusciva a scrivere quelle poesie.
E che passava la notte a scrivere su un diario.
E che sognava di cambiare il mondo.
Quelle parole che scorrevano libera su una pagina bianca.
Quella persona che amava ascoltare.
E viveva delle sensazioni che gli altri le davano.
Quella ragazzina che litigava con la madre per ottenere anche solo 30 minuti in piu' la sera, prima del rientro a casa.
Quella persona che amava incondizionatamente.
E che non aveva paura di dire "ti voglio bene".
Non la trovo.
Per quanto io cerchi di farla tornare.. sembra scomparsa.
Ed io affronto delle situazioni che non riesco a superare.
Priva di ottimismo.
Ma con una muta rassegnazione.
E vorrei ritrovare il coraggio di essere esattamente come sono.
Non solo con chi mi conosce.
Ma anche, e soprattutto, con chi si è fatto un'idea di me che forse corrisponde solo in parte alla verità.
Vorrei riuscire ad essere come sono.
Senza sentire la necessità di cambiare.
Senza paura.