[Specchio delle Mie Brame]

- Confessioni di una Ragazza come Tante-

{ Silenziosamente }

February 23
by BimbaMaledetta 23. February 2010 12:00

... ripercorro le tappe della mia esistenza.
Un momento di profonde riflessioni. Assieme ad una necessità intima di parlare.
Esprimere quei pensieri che mi accompagnano ogni giorno e che alla fine rimangono taciuti.

Troppe cose da fare.
Ed il tempo che non basta mai.
Troppe situazioni da risolvere.
E così tante persone con cui scusarmi.
Sì, chiedere scusa.
Per me.

Per quel carattere di merda che ho.
E che mi porta a creare involontariamente dei conflitti emotivi.
Per quel mio modo di fare che troppo spesso non viene compreso.
E quindi mi porta a dire e pensare che è colpa mia.

Mi sento poco adeguata alle situazioni ed alle persone.
E cerco di cambiare.
Cerco di mutare il mio essere per andare incontro alle esigenze altrui.
Ma alla fine esplodo.
E quei pensieri.. diventano profondi incubi da cui non riesco a venire fuori.

Parto dal presupposto che la perfezione è una chimera.
Ma che possiamo anelare a raggiungerla.
Utopia.

E mi rendo conto di quanto poche siano le persone che davvero mi conoscono.
A cui ho permesso di conoscere aspetti del mio essere che anche io respingo.
Quella debolezza che mi caratterizza.
Quelle lacrime che fanno male.
Quei sorrisi di circostanza.
Quella mia voglia di .. non crescere.

Ed ho 30 anni.
Anzi 31.
Lo so che non conta un cavolo l'età e che conta ciò che si vive e come lo si vive.
Ma a volte capita di sentire addosso il peso di responsabilità che spaventano.
Irretiscono ogni senso.
E portano al silenzio.
Il Mio.

Non credo di essere una persona cattiva.
Alle volte vorrei esserlo.
Vorrei essere in grado di odiare.
Vorrei essere in grado di urlare quando necessario.
Vorrei essere in grado.. di volermi bene.
Semplicemente.

Invece in quello Specchio vedo una sconosciuta.
Una persona che non conosco e che è solo il riflesso di quella che sono.

Sono complicata.
Lo so.

Irrazionale.
Lo so.

Incoerente.
Spaventata.
Necessito di conferme.
Continue.

Una Bambina.
Ed ho il terrore di lasciar scorrere la mia vita.
Ho paura di viverla come dovrei (..vorrei?)

Vivo con una tale intensità ogni singolo momento che alla fine ne esco stremata.
Priva di quella forza necessaria per alzare lo sguardo.
Quella forza che so esistere, ma che è come intrappolata in quella ragnatela di pensieri ed emozioni che io stessa costruisco.

E divento ossessiva.
Gelosa.
Alle volte veramente stronza.
Proprio con le persone a cui voglio bene.
Ed ogni parola viene soppesata.
Con una precisione che mi spaventa.

Ed ho paura.
Paura di legarmi davvero agli altri.
Paura di.. fidarmi.
E mi chiedo dove diavolo è finita quella persona che amava ridere e sorridere.
Che adorava combinare casini.
Che adorava ridere di se stessa.
Senza essere permalosa.

Quella ragazza con i capelli ricci che camminava per strada a testa alta.
Disinvolta.
E così sfrontata a volte.
Mi chiedo dove sia finita quella persona che riusciva a scrivere quelle poesie.
E che passava la notte a scrivere su un diario.
E che sognava di cambiare il mondo.

Quelle parole che scorrevano libera su una pagina bianca.

Quella persona che amava ascoltare.
E viveva delle sensazioni che gli altri le davano.
Quella ragazzina che litigava con la madre per ottenere anche solo 30 minuti in piu' la sera, prima del rientro a casa.
Quella persona che amava incondizionatamente.
E che non aveva paura di dire "ti voglio bene".

Non la trovo.
Per quanto io cerchi di farla tornare.. sembra scomparsa.

Ed io affronto delle situazioni che non riesco a superare.
Priva di ottimismo.
Ma con una muta rassegnazione.

E vorrei ritrovare il coraggio di essere esattamente come sono.
Non solo con chi mi conosce.
Ma anche, e soprattutto, con chi si è fatto un'idea di me che forse corrisponde solo in parte alla verità.

Vorrei riuscire ad essere come sono.

Senza sentire la necessità di cambiare.
Senza paura.




 

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varie | Vita

Comments (2) -

2/23/2010 3:47:05 PM #

Un giorno ho deciso di annichilire la persona che ero.
Un giorno ho deciso che non volevo più continuare una vita che mi era stata imposta. Costruita attorno con maestria quasi vergognosa.
Quel giorno, sono partita. Verso qualcosa di nuovo. Verso nuove sfide. Nuove avventure. E ho lasciato, Federica, in Italia.
Sono partita portandomi dietro Armilan.
Le sue abitudini. I suoi modi di fare. Il suo modo di essere, esattamente, all'opposto di Federica.
Ho pianto. Lacrime amare che, lontani dalla famiglia e dagli amici, erano ancora più amare.
Ho riso. Con persone nuove, dove non interessa quanto si sia simili, ma ci si aggrappa l'uno all'altro per affrontare tutte quelle nuove esperienze.
Ho litigato. Con chi non amavo avere intorno.
Ed ho amato. In silenzio. Di un amore che non avrà mai un inizio. Ne una fine.
Ma, più di tutto. Ho conosciuto te.
Msn come veicolo di frasi che non reputavo importanti.
Msn come veicolo di un gioco. Sorelle. Amanti.
Un gioco che mi divertiva. Un gioco che è stato accantonato con quella prima telefonata.
Il tuo numero di cellulare in nero sul bianco dello schermo.
La mia titubanza. Volevo chiudere con l'Italia, ma se ti chiamavo avrei riaperto tutto.
Chiederti un numero fisso, perchè cosi non avrei pagato. Sperando, forse, in cuor mio che tu non volessi darmelo. Per paura, di affezionarmi ancora a qualcuno, e ritrovarmi un muro davanti. Invalicabile.
E poi prendere la cornetta. Digitare il numero. Quel 0039 ad anticiparlo.
"Se risponde Luca digli pure che sei la mia amante".
Il sangue era ghiaccio nelle vene. Paura. Voglia di lasciar perdere tutto. Sconnettere. E lasciarmi andare ad un sonno privo di sogni.
Poi. La tua voce.
E Dio solo sa quanto ti ho sentito vicina.
E Dio solo sa come mi sembrasse di chiamarti già da anni.
Di averti sentito accanto per tutta una vita.
Le discussioni, create da altri che volevano, per chissà quale ragione, separarci.
Eppure abbiamo superato anche quelle.
E poi. Un sms.
Verrò in Italia a maggio. Ci sarete?
E aspettare l'arrivo della vostra macchina come un bambino aspetta i doni la notte di natale.
Guardare l'auto salire su per la rampa di casa, e cercarti tra i vetri.
E l'abbraccio. Quel nostro abbraccio ricercato per mesi e.. E tutto era chiaro. Io ti appartenevo nello stesso modo in cui mi appartenevi tu.
Salutare tutti. E poi la pizza. Ridere, come se ci conoscessimo già da anni.
Scherzare e prenderci in giro. E...
E la voglia di tornare in italia. Per accorciare a 100 i km che ci allontanavano.
E...
E credo di poter dire, in questi due anni, di aver conosciuto la vera Antonella.
Quella che mi stava vicino quando ne avevo bisogno.
Quella che passava ore al telefono con me. A sparare cazzate. A raccontarci stupidaggini.
Quei "Ti voglio bene". Che non sono parole al vento.
I nostri abbracci. Le nostre figure di merda. Il nostro modo di essere. Semplice.
E non credo tu possa ancora comprendere quanto mi manchi quando non ci vediamo.
Quanto vorrei sommergerti di sms da sembrare quasi noiosa e pedante, alla fine.
Io ho conosciuto quell'Antonella. Ed ho visto, un'Antonella che non riconosco. Ma so, perfettamente, che le maschere e le mura di ghiaccio che ci alziamo davanti, non sono impenetrabili per il mondo.
Tu hai penetrato le mie mura. Costruite in anni e anni. Messe li a ghiacciare le sofferenze. I dolori. E le paure.
E io a costo di scavare con le unghie, distruggerò sto dannato muro che ti ostini a metter davanti a te. E affronterai i problemi e le paure, uno alla volta. Con me, e chi come me ti vuole bene davvero, al tuo fianco.
Perchè lo so che quando ci scriviamo sembriamo una coppietta scema (Luca, mettiti il cuore in pace Tong) ma è ciò che provo. Ho sempre dato il 1000% alle persone a cui tengo, e che reputo meritevoli di ricevere qualcosa da me.
Incurante poi, di rischiare di ricevere solo porte in faccia. E....
E voglio accompagnarti nell'affrontare i problemi. Essere la valvola di sfogo che si prende i vaffanculo.



Ti voglio bene.
Te ne voglio davvero.

Fefé (Oggi non sono Armilan) Italy

2/23/2010 4:19:07 PM #

uhm, 6 anni, mi fa quasi paura :-p eppure sono "quasi" 6 anni che stiamo assieme, 6 anni che in qualche modo ci relazioniamo :-p invece.

Io ti Conosco, so chi sei, so cosa si nasconde dietro il tuo essere sempre sorridente.

O forse non ti conosco, non del tutto ancora e non ti conoscerò mail del tutto neanche fra 50 anni.

Perchè ? perchè non è possibile conoscere cosi a fondo una persona, non ci si conosce neanche se stessi a fondo, figuriamoci, se ci si può arrogare il diritto di conoscere una persona nel suo profondo.

Ma tutto questo è un "dettaglio", i sentimenti che provo per te li conosci, Amore, si ma l'Amore che provo ora non è identico a quello che ho provato 6 anni fa, e non è uguale a quello che proverà fra 6 anni.

Ma anche questo, è forse solo parte di qualcosa di più grande, il mio Amore per te, il Nostro Amore, lo ritengo Speciale perchè Creasce, Cambia, e segue l'evolversi della nostra Vita, si adatta, sempre diverso ma sempre uguale, noi Amanti, Innamorati, Insieme.

Non è giusto che tu cambi te stessa, o meglio non è giusto che tu sforzi il cambiamento, i cambiamenti averranno, ma averranno con il tempo e non a comando, non puoi piacere a tutti e non tutti ti possono piacere, ma è così che funziona, per cui fregatene, si te stessa a costo di star sulle balle a qualcuno.

Cambia il Tuo mondo, è quello che è importante, guarda Avanti (Scorpioncina malefica u.u), non guardare mai Indietro, il passato è quello che sei, ma è passato, e non lo si può rivivere, ma sicuramente puoi vivere il tuo presente libera con chi ti vuole bene ed è disposta a starti vicina sempre e comunque, perchè l'affetto e l'amore NON è una somma algebrica di quando io do tanto ottengo, trascende da spiegazioni logiche, per cui mettiti l'anima in pace che non ti liberi di chi ti sta accanto neanche volendo :-p (sigh mi tocca sopportare QuellA u.u). Non pensare di dover far qualcosa per dimostrare chissa cosa a chissa chi, si te stessa che al mondo piaci così, e se non gli piaci chi se ne frega piaci a me *.*


Je t'aime!

Luca Italy

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¤ Bimba Maledetta ¤

E' un nomignolo datomi
da una persona a cui ero
Legata Indissolubilmente.
Da sempre mi sento Maledetta,
ma lui Non Ha Avuto Paura, al Tempo, di
Avvicinarsi a Me ed al
Labirinto del Mio Essere.
Lontani Ora. Per Sempre
Non ha Compreso Me ed io Lui

.Questo è per te, Fabry.

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  "101 MODI PER RICONOSCERE IL TUO PRINCIPE AZZURRO (SENZA DOVER BACIARE TUTTI I ROSPI)" DI FEDERICA BOSCO 

“Vi meritate il meglio perché voi siete il meglio… a meno che non vi piaccia soffrire”, è il preambolo alla lettura di 101 modi per riconoscere il tuo principe azzurro; “perché ogni giorno passato dietro a qualcuno che non vi merita è letteralmente vita sprecata”

Discorso che vale per entrambi, principi e principesse; del resto il libro si presta anche a una lettura maschile, o almeno per chi volesse approfondire e capire. Non a caso alla fine di ogni capitolo, l’autrice, elargisce mediatori consigli per le principesse e per i principi.

Questo è un piccolo, prezioso, manuale quotidiano di esperienze sentimentali, suddiviso per punti. Nel leggerlo non si può non sorridere, con manifestazioni di approvazione, perché si viene coinvolti dalle storie; il lettore si troverà protagonista di una o più esperienze riportate nell’elenco dei 101 modi. L’autrice stessa scrive di essersi avvalsa, oltre che delle proprie esperienze, anche di storie che le sono state raccontate dalle amiche alla sua domanda “cosa non faresti più per amore”. Con l’ausilio delle favole classiche interpretate in versione moderna, di alcuni splendidi racconti di Vittorio Zucconi, con le illustrazioni di Luisa Montaldo, Federica Bosco non si eleva al semplicistico emanare sentenze, ma con limpidezza, umorismo e soprattutto con profondità, fa riflettere sulla vita. Federica Bosco è l’ autrice di Mi piaci da morire (che diventerà un film), L’amore non fa per me e Cercasi amore disperatamente; tradotta in diverse lingue (tedesco, spagnolo, portoghese) ha venduto più di 150.00 copie. L’ironia di Federica Bosco, saggia e realistica, fa da traino al libro; parlando spesso in prima persona (“a me è successo” è la frase che ripete più volte nei 101 capitoli) crea un rapporto diretto con chi legge, non banale, ma onesto, che sprona al confronto. Ha scritto dialogando a tu per tu con il lettore, con sincerità, schiettezza, senza pochi sottintesi; i suoi sono consigli, pareri, gesti che la più cara amica, disinteressatamente e obiettivamente darebbe in alcune situazioni; personificante e veritiera la frase "tornassi indietro mi alzerei e andandomene direi “scusa sai, ma la mia vita mi aspetta”.

Dietro esempi di scherzi del destino e di beffe della sorte, con serietà Federica Bosco affronta e analizza temi anche critici. Nell’elencare i diversi punti, mantiene sempre fermo il fulcro dell’attenzione sull’importanza, nell’affrontare la vita, di raggiungere un proprio equilibrio (perché senza la stabilità delle proprie gambe non si va da nessuna parte), di fare del rispetto il primo comandamento nel rapportarsi con gli altri, di mantenere la propria indipendenza economica, come biglietto per la propria libertà. Quindi “non ci sono formule magiche nella ricerca del principe azzurro”; questo libro non offre sicuri elisir, metodologie infallibili in risposta ai desideri femminili. È un manuale, una specie di prontuario, che apre le porte alla riflessione, al capire che si ha diritto a tutto l’amore che si merita.

NON E’ IN NESSUN MODO IL TUO PRINCIPE AZZURRO SE...

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